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Lucio Apuleio Saturnino in piazza invitata tutti ad andare a "pedulare": il primo vaffa della storia. Fu lui a usare il grano come reddito di cittadinanza e a sviluppare una politica giustizialista contro chiunque offendesse la dignità del popolo

I gesti sono da attore, per carattere, vocazione, strategia, volgare ricerca del consenso popolare. È una passione giovanile, quella di un ragazzo destinato alla politica ma che amava frequentare mimi e comici. I suoi comizi sono uno spettacolo di luoghi comuni, spesso urlati, qualche volta sagaci, spesso disegnati sul ventre della piazza. È un tribuno della plebe che si nutre di applausi. È il presente l’unico sentimento del tempo che ha un vero significato politico. È il senso profondo della sua strategia politica, l’unico che conosce.

Lucio Apuleio Saturnino vuole semplicemente prendersi la rivincita, in ogni modo e con rabbia vendicativa, verso il cerchio ristretto dei senatori con il mento alzato. Roma non è più la stessa e la schiatta degli ottimati fatica a riconoscerla. Sono passati sei secoli e mezzo dalla sua fondazione. Non è più un villaggio, non è più solo una città. È una minaccia a cui tocca difendersi. La modernità sta entrando nella storia e con lei un certo benessere, non per tutti, ma che si sta allargando e le masse non sono la semplice plebaglia di qualche tempo fa: contano. Sono un’opzione politica per chi sa addomesticarle, Saturnino lo sa fare.