Miss Italia torna in Rai, il 15 settembre, anche se in “tono minore” solo su Raiplay e sulle frequenze di San Marino. Un piccolo grande passo dopo anni di ostracismo da quando nel 2013 Laura Boldrini, allora presidente della Camera ei Deputati, pronunciò la fatwa sulle miss e la presidente della Rai Anna Maria Tarantola le eliminò dal palinsesto. E non c'è più stato spazio per discuterne. Tempi di me too e di manifesti inclusivi, come se fosse quel concorso la causa della discriminazione femminile. «Credo che ci si debba rallegrare – disse la Boldrini, - di una scelta moderna e civile e spero che le ragazze italiane per farsi apprezzare possano avere altre possibilità che non quella di sfilare con un numero. Le ragazze italiane hanno altri talenti».

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In realtà numeri e misure sono scomparsi da miss Italia e molte di quelle ragazze hanno avuto la possibilità di mettere un piede nello showbiz ma anche in Rai. Francesca Chillemi, Anna Valle, Miriam Leone, Cristina Chiabotto, Roberta Capua, Caterina Balivo. Un elenco lunghissimo che ha aggiunto miss anche quando il concorso era diventato clandestino sul web. Perché i percorsi di carriera in un mondo come quello del cinema e della televisione sono impervi e con porte di accesso ben nascoste e con codici di ingresso discutibili, e alla fine un concorso di bellezza diventa l’unica strada maestra aperta a tutte. Adesso inizieranno a invocare "tele Meloni" per spiegare questo ritorno. E monteranno le solite polemiche perché alla fine incolpare Miss Italia della poca inclusività della tv pubblica ha fatto comodo e fa comodo a molti. Intanto Patrizia Mirigliani esulta: «Sono felicissima, torniamo a casa».