ROMA - “Il prodotto è e rimarrà al centro della nostra strategia, con investimenti sia in Europa che a livello internazionale, nell’elettrico e nel termico e ibrido, continuando a privilegiare il valore rispetto ai volumi. E accelereremo la nostra trasformazione, soprattutto dal punto di vista della riduzione dei costi e dei tempi di progettazione e realizzazione delle auto, come abbiamo già dimostrato con la Twingo, fatta in soli 21 mesi. La nostra sfida è essere in grado ovunque, in ogni momento, in ogni progetto, soprattutto in Europa, con le nostre capacità di ricerca e sviluppo e produttive e i nostri fornitori, di raggiungere il livello di competitività in termini di costi, velocità e innovazione dei concorrenti asiatici”. Anche perché le regolamentazioni dell’Ue non aiutano.
Il neo ceo del gruppo Renault, François Provost, ha spiegato così le linee guida della sua strategia che sarà esplicitata nel futuro piano di azione in un incontro online con la stampa internazionale, nel giorno in cui la casa francese ha presentato conti in deciso ribasso, con un crollo dell’utile rettificato nel primo semestre del 69% a 461 milioni di euro, al netto della perdita di 11,2 miliardi provocata da Nissan, e ha rivisto in calo i target annuali. Chiamato a sostituire Luca de Meo che, firmato il miglior bilancio della storia Renault, ha abbandonato il settore per andare a guidare il colosso del lusso Kering, Provost, da 23 anni nel gruppo e fino a ieri direttore acquisti, partnership e public affairs, con esperienze internazionali in contesti difficili come Corea, Russia e Cina, si trova da subito a dover affrontare una situazione difficile. Una situazione legata al contesto internazionale ma anche alla frenata dell’elettrico, su cui de Meo ha puntato tantissimo.











