«Ètroppo in ritardo, e in realtà troppo arrabbiato, troppo stupido e troppo politico per ricoprire la carica di presidente della Fed». Così ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth Social: è tornato ad attaccare Jerome Powell dopo che la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi invariati nella forchetta 4,25%-4,5 per cento.

Il motivo è principalmente l’incertezza, si legge nel report diffuso dal Board. L’inflazione rimane «in qualche modo elevata» e gli indicatori economici rivelano una crescita «moderata» nella prima parte del 2025. La decisione del Board ha però incontrato – evento raro – il dissenso di due membri, Christopher Waller e Michelle Bowman, che avrebbero voluto un taglio dei tassi di un quarto di punto.

La settimana, ricca di dati macroeconomici dagli Stati Uniti e destinata a concludersi venerdì con l’avvio dei dazi per tutti («Sarà un grande giorno per l’America», scrive Trump, escludendo qualsiasi proroga), si profila comunque positiva per l’Amministrazione, anche se – secondo il presidente – manca proprio la Fed per completare il filotto.

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