ROMA – È l’ultimo giorno per trovare un accordo con la Casa Bianca, poi dall’1 agosto entrano in vigore i dazi sanciti nelle lettere firmate da Donald Trump e inviate Paese per Paese. O in alternativa, per chi non ha ricevuto la missiva ma era indicato nella tabella colorata del 2 aprile, quelli decisi nel Liberation Day. Regno Unito, Giappone, Vietnam, Filippine, Indonesia. Per ultima, Corea del Sud. Questi Paesi hanno già trovato un punto di incontro, stabilito una tariffa all’export verso gli Usa e piani di investimento. Poi c’è l’Unione europea. Nella tenuta del campo da golf del presidente americano Ursula von der Leyen e Donald Trump hanno raggiunto una intesa politica che va ora formalizzata. Il presidente Usa esulta: “I dazi rendono l’America di nuovo grande e ricca”.

Punite India e Brasile con dazi fino al 50%. Powell resiste a Trump: “No al taglio dei tassi”

dalla nostra inviata Anna Lombardi

La dichiarazione congiunta Usa-Ue

Entro l’1 agosto Bruxelles e Washington devono firmare una dichiarazione congiunta che sancisca il patto scozzese. La dichiarazione, si è affrettata a chiarire l’Europa, non ha alcun valore giuridico. Dopo l’incontro di iTurnberry però i due attori hanno rilasciato interpretazioni contrastanti dell’accordo. Non è chiaro a quali settori sia applichino le tariffe al 15%, quali settori sono eventualmente esclusi, quali impegni sono stati presi sugli investimenti e sulle modifiche alle regolamentazioni per abbattere le barriere non tariffarie.