Idue giorni evocati da Donald Trump per recapitare all'Europa la lettera sui dazi sembrano già dilatarsi in una lunga maratona negoziale.
Il confronto tra le sponde dell'Atlantico si consuma a ritmo serrato, sospeso tra i tentativi di Bruxelles di evitare lo scontro frontale e la linea dura di Washington, che non arretra sulla tariffa generalizzata del 10% e lascia intravedere margini minimi per sconti sui dossier sensibili di auto, acciaio, alluminio, agroalimentare, alcolici e farmaceutica.
Donald Trump intanto ha annunciato dazi al 50% per il Brasile per come ha trattato l'ex presidente Jair Bolsonaro, "un leader altamente rispettato nel mondo durante il suo primo mandato", nonche' "in parte per gli insidiosi attacchi del Brasile alle libere elezioni e ai diritti americani fondamentali della liberta' di parola", citando "le centinaia di ordini segreti e illegali della corte suprema brasiliana sulle piattaforme social Usa". Il tycoon ha definito il caso Bolsonaro "una vergogna internazionale. Il (suo) processo non dovrebbe aver luogo. E' una caccia alle streghe che dovrebbe finire immediatamente!".
Fermezza e apertura al dialogo restano la bussola di Ursula von der Leyen che, davanti all'Europarlamento, ha richiamato i "contatti proficui" con l'inquilino della Casa Bianca, tornando comunque ad assicurare che l'Ue è pronta "a qualsiasi scenario". A testimoniare la complessità della partita sono arrivate anche le parole di Giancarlo Giorgetti, convinto che la trattativa proseguirà "giorno e notte", fino al gong del primo agosto.






