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Ultimo aggiornamento: 11:16
Frontex nega le accuse. Le affermazioni di Sea Watch sulle operazioni di soccorso avvenute all’inizio di questa settimana “sono false“, afferma l’Agenzia europea deputata al controllo delle frontiere replicando alla ong tedesca secondo la quale Frontex aveva visto un’imbarcazione in pericolo e se n’era andata, lasciando circa 100 persone su un barchino a largo della Tunisia. “Frontex ha sostenuto il salvataggio di circa 100 persone da un’imbarcazione metallica pericolosamente sovraffollata al largo della Libia e della Tunisia”, ha dichiarato l’agenzia. “Gli aerei di Frontex erano presenti prima, durante e dopo il salvataggio, fornendo coordinamento aereo in tempo reale, supportando l’equipaggio della nave e contribuendo a salvare vite umane”, è la versione dell’Agenzia Ue.
“Lunedì un natante si è capovolto durante il soccorso in zona Sar tunisina da parte di un mercantile”, aveva dichiarato il 30 luglio l’organizzazione tedesca no-profit che opera nel Mediterraneo centrale. “Avevamo visto la barca in difficoltà con 90 persone a bordo in mare da 3 giorni. Abbiamo chiesto aiuto. Frontex è arrivata 6 ore dopo, ha visto il natante e se n’è andata”. La tragedia si è consumata ore dopo, quando il mercantile Port Fukuka, che si trovava nelle vicinanze, ha cercato di soccorrerli. A quel punto l’imbarcazione si è capovolta e tutte le persone a bordo sono finite in mare. Il naufragio ha causato la morte di due bambini e un disperso. “È un sistema che sta facendo ciò per cui è stato progettato: lasciare che le persone anneghino ai confini dell’Europa. Silenziosamente, sistematicamente”, aveva concluso l’ong.









