(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Scivola Iveco a Piazza Affari penalizzato dalla revisione al ribasso delle stime per il 2025, alla luce «della debolezza del mercato», secondo quanto spiega Equita. Questo, mentre gli investitori studiano gli accordi per la cessione dei veicoli commerciali e della Divisione Defence, rispettivamente, con Tata Motors e Leonardo. Il titolo del produttore di mezzi pesanti inizialmente non è riuscito a fare prezzo, per poi entrare in contrattazione con perdite attorno ai quattro punti percentuali. Le quotazioni della società erano però salite molto nel 2025, con un guadagno del 93% da inizio anno, in scia ai rumors attorno alle cessioni del business che si sono concretizzate ieri.

Nel dettaglio, Iveco ha raggiunto un accordo con l'indiana Tata Motors (sulla parità alla Borsa di Mumbai) per la creazione di «un gruppo di veicoli commerciali con la portata, il portafoglio prodotti e la capacità industriale necessari per diventare leader mondiali in questo settore dinamico». L'operazione, secondo quanto spiega un articolo de Il Sole 24 Ore, permette così di superare l’anomalia di un gruppo europeo relativamente piccolo - con ricavi tra i 14 e i 15 miliardi - in un contesto dominato da giganti come Man, Scania, Volvo e Mercedes. L'Opa volontaria - per un corrispettivo di 3,8 miliardi di euro, esclusa la divisione Difesa - sulle azioni di Iveco sarà promossa da Tml Cv Holdings Pte, una newco di diritto olandese interamente controllata da Tata. L'operazione prevede il delisting del titolo a Piazza Affari e «si porta dietro una serie di accordi non finanziari per i prossimi due anni, a tutela di dipendenti, organizzazione, governance e strategia complessiva», spiega ancora il Sole 24 Ore, sottolineando che la sede di Iveco rimarrà a Torino. La logica industriale del deal è «corretta», secondo gli analisti di Equita, in quanto «i due asset sono complementari e la nuova entità raggiunge una diversificazione geografica e una massa comparabile con gli altri leader del settore e con la possibilità di sfruttare sinergie come la produzione di motori di Iveco».