Caro direttore, le inchieste sui politici di ogni colore non scandalizzano più. Ora è il turno di Matteo Ricci (PD) e trovo divertente sentire le sue dichiarazioni in seguito al ricevimento di un avviso di garanzia per l’assegnazione diretta di fondi a diverse organizzazioni. Nulla di illecito, dice, perché in tasca sua non è finito un euro, con a seguire le solite frasi di rito: «sono sereno»,«la magistratura faccia il suo corso», «non rinuncerò alla candidatura». Poi però ha anche detto una frase, per me molto significativa: l'inchiesta sarà un boomerang per il centrodestra. Una battuta che può essere intesa in due maniere. 1) La sua convinzione che cavalcare una inchiesta porti voti all’indagato. 2) Dietro l’inchiesta della magistratura c’è il centrodestra. Questa ipotesi è il classico lapsus freudiano, il vero boomerang, perché incautamente ha detto che le inchieste che coinvolgono i politici sono ordinate dagli avversari, con i soliti Pm compiacenti. Della serie la destra ordina le indagini sulla sinistra ed ovviamente la sinistra quelle sulla destra. Non male per chi predica l’autonomia della magistratura e l’uscita di scena degli inquisiti, va da sé solo se di centrodestra.

Claudio Gera