Nel nuovo piano industriale di Ita, approvato ieri dal cda e anticipato dal Messaggero.it , non ci sono solo più voli a lungo raggio e il rafforzamento di Fiumicino come hub. Ma anche un aumento dell'occupazione legato proprio alla crescita del network e alle siergie operative con Lufthansa.

«A partire dal 2026 - ha spiegato l'ad Joerg Eberhart - verrà implementato un programma di crescita e valorizzazione del personale, strettamente connesso all'evoluzione della flotta e del network della compagnia». Numeri sulle nuove assunzioni non sono stati forniti, ma la trattativa con i sindacati partirà presto. Un piano al 2030 «con il quale - sottolinea il presidente di Ita, Sandro Pappalardo - poniamo le basi per continuare ad essere il vettore italiano di riferimento con un ruolo strategico nel sistema Paese».

Gli obiettivi. Il piano arriva a sette mesi dalla finalizzazione da parte di Lufthansa dell'acquisto del 41% della compagnia tricolore nata dalle ceneri di Alitalia e si snoda con un'ottica di medio termine con la compagnia tedesca che ha un'opzione per salire al 90% entro il 2027 e al 100% al 2033. In dettaglio, la compagnia prevede di aprire nuove rotte che collegheranno l'hub di Fiumicino con strategiche in Nord America, Sud America, Asia e Africa. Con questa operazione la compagnia punta non solo a favorire l'incoming, ma anche a rafforzare le rotte commerciali e culturali ponendosi con «un ruolo di ponte tra il paese e il mondo».