Alla fine anche la Uil firma e la Cgil resta l’unica sigla a chiamarsi fuori dall’intesa per il rinnovo del contratto dei dirigenti dei ministeri e degli enti pubblici. E’ una novità, un cambio di atteggiamento certamente apprezzato dal governo visto che questa volta il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri si distingue dalla Cgil mentre nei mesi passati entrambe queste due sigle avevano deciso di non sottoscrivere i rinnovi contrattuali dei dipendenti dei ministeri e del comparto sanità. «La Uil ha sciolto la riserva e ha sottoscritto, presso l'Aran, l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza dell'Area Funzioni centrali per il triennio 2022-2024» ha reso noto la stessa agenzia per la contrattazione del settore pubblico aggiungendo che «l'intesa era stata firmata nella giornata di ieri da tutte le altre organizzazioni sindacali rappresentative, ad eccezione della Cgil» raggiungendo comunque una rappresentatività pari all’82%.
«Con la firma del contratto collettivo nazionale dell'Area delle Funzioni Centrali, compiamo un passo decisivo per valorizzare il ruolo strategico della dirigenza pubblica: è un risultato importante, che chiude la stagione contrattuale 2022-2024 per il comparto delle Funzioni centrali e ci permette di guardare con determinazione all'apertura della nuova tornata 2025-2027», ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo che martedì sera ha ricevuto i complementi della premier Giorgia Meloni per il buon lavoro fatto.






