L'auspicio è che anche la Cgil torni dialogante al tavolo dei rinnovi contrattuali della Pubblica amministrazione. L'obiettivo è infatti chiudere la tornata 2025-2027 entro la fine del prossimo anno, terminando un ciclo di firme che porterà ad aumenti tra il 16% e il 18%. «Non sono per la rottura dell'unità sindacale, ritengo importante la partecipazione di tutti», spiega il ministro per la Pa, Paolo Zangrillo. Una sollecitazione rivolta all'organizzazione guidata da Maurizio Landini all'indomani dello sciopero generale di venerdì 12 dicembre. Una mobilitazione che, nel pubblico impiego, nota il ministro, ha avuto una adesione tra il 4% e il 5%. «Un'indicazione importante sul livello di sensibilità che i lavoratori hanno rispetto a queste manifestazioni», aggiunge Zangrillo, «Ma quando si inizia a fare uno sciopero generale al mese il rischio è che i lavoratori perdano un po' il senso di questo strumento».
Nel giorno dello sciopero, a caldo, ha detto che le sfuggivano le ragioni della mobilitazione. Quale giudizio dà guardando ai numeri?
«Ritengo che lo sciopero di venerdì debba indurre chi lo ha indetto a qualche riflessione. Guardo al pubblico impiego, il comparto di mia competenza. Il dato pressoché definitivo parla di una adesione del 4,4%. Significa che sostanzialmente hanno scioperato più o meno 100mila dipendenti pubblici. Gli iscritti alla Cgil nel pubblico impiego sono 300mila. Ora, ammettendo che tutti i lavoratori che hanno scioperato siano della Cgil, questo significa che Landini ha portato all'astensione dal lavoro un terzo dei suoi iscritti. Una situazione di questo genere dovrebbe portare il segretario del più grande sindacato italiano a farsi qualche domanda. Questo sciopero ha avuto un'adesione in generale molto più bassa rispetto ai precedenti che, nell'ultimo anno e mezzo, hanno tutti coinvolto circa il 6% dei lavoratori. Penso sia un'indicazione importante. Il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito, ci mancherebbe altro. Tuttavia noto che quando lo si esercita in questo modo, il rischio è che lo strumento perda di forza e significato».










