Venerdì 25 luglio nel Regno Unito è entrata in vigore una sezione dell’Online Safety Act (OSA), che impone la verifica dell’età degli utenti a siti e app che pubblicano contenuti pornografici o violenti.
La legge è la prima di questo tipo e di questa portata in un paese occidentale, ma sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea stanno lavorando a proposte analoghe.
L’obbligo di verificare l’età e di non esporre i minori a contenuti ritenuti dannosi previsto dall’OSA non riguarda solamente i siti porno e le piattaforme di gioco d’azzardo (già ampiamente regolamentate), ma anche i social e i motori di ricerca. In questo caso la legge impone il controllo dell’accesso a contenuti scabrosi, ma anche a materiali che promuovano il suicidio, l’autolesionismo, le “challenge” pericolose, il bullismo o i disturbi alimentari. Contenuti di questo genere devono essere inoltre eliminati dai feed dei minorenni su Instagram, X, Reddit e tutte le altre piattaforme social.
Lo scopo della legge è encomiabile, ma la vaghezza con cui sono stati definiti i sistemi di controllo dell’età, come ampiamente previsto dagli esperti prima dell’entrata in vigore della legge, l’ha resa già quasi totalmente inefficace. Molti dei sistemi implementati per la verifica, inoltre, rappresentano un pericolo per la privacy di tutti gli utenti internet, non solo degli adolescenti che la legge vorrebbe proteggere.









