Fedele De Novellis, direttore di Ref Ricerche, commenta l’aggiornamento sulle previsioni globali dell’Fmi che ha migliorato le stime di crescita per l’economia e in piccola parte anche per l’Italia.
Come si spiega questa mossa alla luce dell’incertezza sui dazi che ha accompagnato gli ultimi mesi?
Il Fondo monetario ha spiegato che c’è stato un effetto-accumulo per anticipare l’entrata in vigore delle tariffe. Nello scenario precedente, che risaliva ad aprile, gli aspetti negativi erano già pienamente incorporati, con l’introduzione di tariffe in alcuni casi (la Cina in particolare, ndr) ancor più elevate. Poi la fase di stabilità dei prezzi delle materie prime e i tagli ai tassi della Bce hanno ulteriormente aiutato a migliorare le prospettive. Resta evidente che i rischi sullo scenario sono fortemente al ribasso, ma più per gli Usa che per l’area euro.
L’economia italiana rallenta aspettando i dazi: Pil in calo dello 0,1% nel secondo trimestre
di Flavio Bini







