Un terremoto sottomarino di magnitudo 8,7 ha colpito il 30 luglio il Pacifico settentrionale, al largo della penisola russa di Kamchatka. L’onda anomala generata dal sisma ha attraversato l’oceano fino a raggiungere le coste del Giappone, della Russia orientale e addirittura la Nuova Zelanda. Tra le conseguenze più visibili: balene e beluga trascinati a riva, spiaggiati e in fin di vita.
Giappone, balene spiaggiate dopo il terremoto: allarme lungo le coste
Trasportati dalle onde
In Giappone, quattro balene sono state ritrovate morte vicino alla spiaggia di Heisaura, a Tateyama. In Russia, sulla costa della Kamchatka, sono stati avvistati dei beluga – tra cui dei cuccioli – intrappolati sulla spiaggia, ancora vivi ma in condizioni disperate. L’impatto sull’ambiente marino si estende anche a ecosistemi fragilissimi, come la Grande Barriera Corallina, investita dall’onda dopo il suo lungo viaggio attraverso l’oceano.
Lo spiaggiamento dei cetacei










