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Ultimo aggiornamento: 8:01

Nella tragedia israeliano-palestinese pare esprimersi a livello di popolo quello che a livello di individui Sigmund Freud definì come coazione a ripetere.

La coazione a ripetere è uno strano fenomeno psichico. Si parte da un individuo che subisce un trauma. Il trauma psichico è qualcosa che per età, quando si è bimbi non si è ancora preparati ad affrontare determinati eventi, o per intensità, qualcosa che è troppo intenso e perturbante, la nostra mente vive in modo distruttivo. In pratica si tratta di un evento ingestibile psicologicamente che rompe la continuità del rapporto col mondo che ci circonda e lascia una ferita non rimarginabile.

Molti penseranno che di fronte ad un evento di questo tipo la mente umana, col tempo, cerchi la possibilità di dimenticare. In realtà invece la mente, proprio perché ha vissuto così intensamente con la sensazione di perdersi, rielabora l’evento traumatico nel tentativo di rinforzarsi per poterlo affrontare nel caso che si ripresenti. In questo modo si riapre continuamente la ferita psicologica per tentare dominare il trauma. Inconsciamente è come se l’individuo pensasse: “Devo prepararmi alla possibilità che si ripeta quella situazione terribile per cui meglio se ci ripenso e cerco di capire come affrontarla”. Spesso, proprio per comprendere mentalmente le emozioni che ci hanno travolto, si vanno in questo lavoro di rielaborazione a cercare le emozioni di tutti i componenti della scena.