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30 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:58
Il 28 giugno 2025 è entrato in vigore l’European Accessibility Act (EAA), recepito in Italia con il Decreto legislativo 82/2022: impone obblighi di accessibilità digitale anche alle imprese private con oltre 10 dipendenti e fatturato superiore a 2 milioni di euro. La normativa coinvolge siti web, app mobili, e-commerce, servizi bancari digitali e digitalizzazione dei trasporti. Le aziende devono garantire la compatibilità con tecnologie assistive, testi alternativi, navigazione da tastiera e contrasto visivo adeguato, al fine di rendere i servizi digitali fruibili anche da persone con disabilità. La novità riguarda sia i prodotti che i servizi digitali: in Italia, per i prodotti, il controllo spetta al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT); mentre per i servizi, la vigilanza è affidata all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che ha elaborato delle linee guida, attualmente in consultazione pubblica, che mirano a garantire l’interoperabilità con le tecnologie assistive e l’inclusione digitale.
Tanto dalla normativa quanto dalle linee guida emergono delle criticità, individuate da Roberto Scano, esperto di accessibilità digitale internazionale. “Le linee guida in bozza sono di fatto una copia della normativa e danno indicazioni non sempre chiare, che, talvolta, contrastano con le reali esigenze delle persone con disabilità, creando ambiguità per chi deve applicare la normativa. Ad esempio, impongono regole che a breve saranno obsolete, considerando che ci sarebbe bisogno anche di valutazioni soggettive e di adeguarsi, caso per caso, alle singole disabilità che hanno esigenze diverse. Prendiamo, ad esempio, il caso dell’utilizzo dei colori: l’uso delle coppie di colori online avviene tramite un algoritmo per ottimizzare contrasto, leggibilità ed estetica, ma non si tiene conto spesso di specifiche disabilità che certe coppie di colori non le riconoscono”, spiega. Ecco che, in molti casi, certe indicazioni non sono sufficienti a soddisfare realmente ed efficacemente le necessità dell’utenza.








