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La Turchia di Erdogan acquisisce la capacità di un sistema d'arma ipersonico. Ora può influire sugli equilibri del Medio Oriente e del Mediterraneo Allargato

La Turchia ha presentato al mondo il suo primo missile ipersonico, il Tayfun Block-4, sistema d'arma sviluppato dalla Roketsan che promette di poter colpire con una testata a frammentazione obiettivi posti a una distanza di oltre 300 km, raggiunti in una corsa d'attacco che supera almeno di cinque volte la velocità del suono rendendosi "non intercettabile" dalla maggior parte delle difese aeree convenzionali e attualmente schierate della regione. Un salto di qualità per le capacità militare di Ankara, che ottiene una nuova deterrenza in Medio Oriente e sul versante orientale dello scacchiere del Mediterraneo Allargato.

Progettato per colpire infrastrutture strategiche di un attore potenzialmente ostile, il nuovo missile ipersonico di Ankara, che non è stato concepito per essere esportato a potenze terze ma solo ed esclusivamente per "uso nazionale", rappresenta una svolta decisiva per l'arsenale della Turchia che ora può vantare un decisivo "salto tecnologico e strategico", amplificando la deterrenza della potenza mediorientale della Nato che ha aumentato progressivamente le sue capacità di proiezione di potenza nella regione.