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Il volume del ministro accusa le élites: la cultura woke crea "finti oppressi"

Prima di essere il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara è uno studioso di diritto romano e un intellettuale quanto mai attento al dibattito pubblico. Questi tratti emergono con nettezza nel suo recente volume intitolato La rivoluzione del buonsenso. Per un Paese normale, appena uscito per l'editore Guerini. Il testo dedica numerose riflessioni ai temi della scuola, ma affronta anche e soprattutto il "caso italiano" a partire da quella cultura prevalente in cui troppe volte dominano tesi indifendibili.

Valditara richiama l'attenzione sulla necessità di riconoscere l'importanza del buon senso. Egli intende evocare quel "senso comune" su cui hanno riflettuto molti filosofi e che rinvia a princìpi largamente condivisi, quale risultato di un processo storico che ha setacciato taluni valori e scartato altri. Senza mitizzare tale nucleo di idee frutto di un'evoluzione secolare, il libro sottolinea come il progressismo liquidi sbrigativamente le nostre opinioni e il nostro sguardo sul mondo.