Ringrazia quella che è stata la benedizione e la maledizione della sua carriera: essere considerato uno degli uomini più sexy del cinema. Forse anche per questo, dopo 70 film, 7 figli e i primi capelli grigi, oggi sceglie ruoli in cui interpreta alcolizzati, obesi e personaggi controversi

di Enrica Brocardo

Ha debuttato in teatro a 5 anni, in tivù a 17, a 27 ha ottenuto la prima candidatura agli Oscar (per Il talento di Mr. Ripley) e a 32 è stato eletto “Uomo più sexy del mondo” da People. Jude Law, attore inglese caratterista per natura, ammette che un po’ si è avvantaggiato e un po’ si è scontrato con questo aspetto fisico che lo ha incasellato subito nella categoria dell’attore da poster o del “ragazzo dei sogni”. Grazie anche a film come L’amore non va in vacanza, Ritorno a Cold Mountain e Closer, in cui faceva capitolare Natalie Portman e Julia Roberts.

Un successo che oggi – a 52 anni, 70 film e serie e 7 figli – guarda con un misto di orgoglio e nostalgia: “Ora che i capelli se ne stanno andando e che quelli che ho ancora in testa diventano grigi, posso dire che è stata al tempo stesso una benedizione e una maledizione. Di certo non ho scelto io di interpretare il ‘bello’, ma non posso negare che parecchi ruoli mi siano stati offerti proprio grazie al mio aspetto. E mi è andata bene così. Però come attore mi sento più realizzato adesso e credo che il futuro mi porterà ruoli ancora più intensi. Invecchiare non mi spaventa, anzi. È vero però che sulle mie colleghe attrici la pressione è più forte, per loro ancora oggi è difficile lavorare dopo una certa età. Fino a non molto tempo fa veniva dato per scontato che un protagonista maschio ultra 60enne potesse avere al fianco una fidanzata 20enne. Una disparità di trattamento che non mi è mai piaciuta, ma di cui sono sempre stato consapevole”.