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Sempre più italiani scelgono di trasferirsi all’estero dopo la fine della carriera lavorativa: vantaggi fiscali, clima favorevole e costo della vita più basso guidano le nuove destinazioni. Ma le regole non sono uguali per tutti

Il profilo è chiaro: pensionati con assegni sopra i 5mila euro lordi al mese, in larga parte uomini, provenienti dal Nord Italia o dal Lazio, pronti a rifarsi una vita in un Paese straniero. Il motivo? Semplice: fuggire dal fisco italiano. A certificarlo è l’ultimo rapporto annuale dell’Inps, che documenta un nuovo aumento dei “pensionati in fuga”, soprattutto tra chi ha lavorato nel settore privato e oggi cerca di massimizzare il proprio benessere in un contesto più favorevole.

Se fino a pochi anni fa le destinazioni più ambite erano Spagna e Portogallo – forti di regimi fiscali particolarmente vantaggiosi – oggi a guadagnare terreno sono l’Albania, dove le pensioni italiane non sono tassate, e la Tunisia, che applica un prelievo massimo del 5%. Due paesi che stanno attirando un flusso crescente di italiani in cerca di clima mite, costo della vita contenuto e vantaggi fiscali.