La scintilla dell’aggressione sarebbe stata la più banale delle motivazioni: “Cosa hai da guardare?”. E in tre si scagliarono contro un uomo di 51 anni: prima insultato e subito dopo raggiunto da una raffica di calci e pugni il 18 novembre dello scorso anno nei pressi del City Terminal, in piazza Carmelo Bene, all’ingresso di Lecce. Lì dove confluisce una serie di servizi legati ai trasporti: navette per l’aeroporto di Brindisi, linee di bus extraurbani, parcheggi per le auto.
Gli aggressori sono stati identificati dai carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Lecce insieme ai colleghi della stazione di Santa Rosa. Nel branco ci sono due 17enni e un 20enne. Sono studenti, tutti e tre di Surbo, comune alle porte di Lecce, da dove i ragazzi erano partiti, come ogni mattina, per confluire nello spiazzo dell’ex Foro Boario. E da lì raggiungere gli istituti superiori del capoluogo salentino. Ai tre i carabinieri sono arrivati dopo l’arresto del 20enne per droga. Con il sequestro del telefonino sono emersi chat, messaggi e contatti che hanno consentito agli investigatori di ricostruire movente e dinamica di quell’episodio di violenza che destò particolare clamore.
Un’informativa è stata così depositata negli uffici della procura dei minori (titolare la procuratrice capo Simona Filoni) e quella ordinaria nell’ambito di un fascicolo in cui si ipotizza l’accusa di lesioni personali gravi. Non gravissime perché la vittima riportò ferite guaribili in meno di 40 giorni. Accompagnato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, i medici refertarono una ferita alla testa piuttosto profonda guaribile in un mese. Inizialmente le indagini si focalizzarono su un numero di giovanissimi più ampio ma il prosieguo degli accertamenti ha portato a una scrematura sugli effettivi responsabili.








