Debiti non saldati trasformati in una violenta aggressione a colpi di bastoni e sgabelli. Un’intimidazione per spingere la vittima a pagare. È quanto avrebbero fatto le quattro persone arrestate a Barletta dalla polizia di stato con le accuse, contestate a vario titolo, di tentata estorsione aggravata e violenza privata. Si tratta di quattro uomini di età compresa tra i 22 e i 59 anni, tutti di Barletta: uno di loro è un pluripregiudicato implicato nel caso Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile dello scorso anno e trovato morto quattro giorni dopo in un rudere delle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge (Barletta-Andria-Trani).

Barletta, è di Francesco Diviesti il cadavere semicarbonizzato trovato nei campi: la conferma da Dna

16 Maggio 2025

L'episodio che ha portato gli indagati in carcere, risale allo scorso 6 marzo quando, in pieno giorno, un uomo di 47 anni "è stato costretto con la forza a salire a bordo di un'auto, portato in un bar dove è stato malmenato e poi costretto a raggiungere casa della sorella per recuperare la somma di denaro motivo dell'aggressione", ha spiegato Marco Gambardella, il pm che ha coordinato le indagini della Squadra mobile di Andria. Secdono la ricostruzione "i presunti autori dei reati non si sono fermati neppure davanti alla presenza di passanti che, però, non sono intervenuti - ha rilevato il magistrato - e questo si innesta in un clima di profonda omertà". Solo una persona "ha trovato il coraggio di segnalare quanto aveva visto alla sala operativa dando il via all'indagine", ha aggiunto.