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Ultimo aggiornamento: 14:07
di Associazione A Sud
In questi giorni segnati dalle ondate di calore e dagli eventi estremi sono arrivate due notizie che aprono anche in Italia la strada per ottenere giustizia climatica nei tribunali. La prima riguarda Eni, il colosso petrolifero italiano: il 22 luglio la Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della Giusta Causa, il contenzioso climatico portato avanti da Greenpeace, ReCommon e da dodici cittadine e cittadini contro Eni, Cassa Depositi e Prestiti e il ministero dell’Economia e Finanze.
L’altra buona notizia arriva dalla Corte di Giustizia Internazionale delle Nazioni Unite. Il 23 luglio i giudici dell’Aja, con una pronuncia storica, hanno stabilito che gli Stati devono affrontare “la minaccia urgente ed esistenziale del cambiamento climatico”, collaborando per limitare le emissioni di gas serra. E soprattutto, ha affermato il presidente della Corte Yuji Iwasawa, “i trattati sul cambiamento climatico stabiliscono obblighi rigorosi e non rispettarli può costituire una violazione del diritto internazionale”.








