Caro direttore,
sento sempre più spesso parlare di chiusura dei passi alpini o di limitazioni al loro traffico attraverso l'introduzione di un numero chiuso o dell'obbligo del pagamento di un pedaggio. Non sono d'accordo. Le montagne sono di tutti e devono essere aperte a chi ci vuole andare: in auto, ovviamente lungo le strade consentite, in bicicletta o a piedi. Ogni limitazione è una forma di privazione della libertà personale. Tantopiù inconcepibile nel momento in cui parliamo di montagna. Ho visto anch'io le incredibili fotografie di turisti ed escursionisti in fila in Val Gardena. Ma penso che se uno non ama la massa o vuole frequentare luoghi solinghi, deve poter essere lui a lui a deciderlo. Non ci può essere qualcuno che glielo impone. Lei cosa ne pensa?
Angelo Fraquelli
Padova
Caro lettore,















