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Ancona, 29 luglio 2025 – Andrea Cavallari è pronto a fare le valigie. Non certo per altre vacanze come avrebbe voluto lui, ma dal carcere di Barcellona a Roma (non è ancora certo se a Rebibbia e o Regina Coeli) dove verrà ’parcheggiato’ in attesa di conoscere la destinazione finale. L’ex latitante della strage di Corinaldo, 26enne di Bomporto, verrà estradato in Italia domani. Considerando che è stato catturato lo scorso 17 luglio a Lloret de Mar (Spagna), dopo due settimane di latitanza dal carcere di Bologna, si capisce bene che i tempi dell’estradizione sono stati molto celeri.
Il suo caso ha infatti scosso molto l’opinione pubblica italiana, ma soprattutto ha catalizzato le massime attenzioni istituzionali per le modalità con le quali è maturata la fuga. Cavallari lo scorso 3 luglio uscì infatti dal carcere bolognese della Dozza, dove era stato condannato in via definitiva a scontare 11 anni di reclusione per aver fatto parte della famigerata banda dello spray che provocò la morte di sei persone, cinque minori, nella calca della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Usufruì di un permesso per laurearsi in scienze giuridiche.
Cosa che il 26enne della Bassa modenese portò a termine brillantemente, suggellando poi il suo “capolavoro” completo con una fuga evidentemente studiata nei minimi dettagli e resa possibile grazie all’assenza di sorveglianza in quel frangente. Dopo un pranzo fugace con i familiari per festeggiare la laurea, Cavallari non rientrò in carcere e fece perdere le tracce. Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Ancona e Bologna e della polizia penitenziaria del capoluogo felsineo hanno consentito in appena quindici giorni di mappare digitalmente e tecnicamente la localizzazione di Cavallari che nella fuga si era fatto aiutare da almeno tre persone, fiancheggiatori tuttora ricercati dagli investigatori.












