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Ultimo aggiornamento: 8:01
Sta suscitando molto clamore la recente decisione del ministro della Sanità Orazio Schillaci di rigettare gli emendamenti al Regolamenti sanitari Internazionali (RSI) dell’Oms, ovvero le modifiche riguardanti ventinove dei sessantasei articoli del Regolamento sanitario internazionale (RSI) approvato nel 2005. Tali emendamenti, negoziati in segretezza, furono approvati per “tacito consenso” e in modo frettoloso e poco trasparente il 1° giugno 2024 (ultimo giorno utile) durante la 77ª Assemblea Mondiale della Sanità svoltasi a Ginevra.
L’approvazione avvenne in palese violazione della normativa prevista dai RSI del 2005 all’art. 55, secondo cui il testo di ogni proposta di modifica deve essere comunicato a tutti gli Stati membri almeno quattro mesi prima dell’Assemblea in cui sarà in discussione.
Il 19 luglio 2025 scadeva il termine per rigettare le suddette modifiche ed in assenza di un passo formale, quale quello compiuto dal ministro Schillaci con lettera inviata al Direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus entro il termine indicato, sarebbe valsa la regola del silenzio/assenso e quindi l’adesione automatica del nostro paese alle nuove regole riguardanti essenzialmente i comportamenti da attuarsi in caso di vere o presunte pandemie; nonostante il rigetto rimangono tuttavia in vigore i Regolamenti Sanitari vigenti, quindi non si crea alcun vuoto normativo.






