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Ultimo aggiornamento: 8:06

Non poter avere il medico di base perché l’Asl del tuo comune, e la Regione in cui vivi, non ti permettono l’accesso al Servizio sanitario nazionale, nonostante tu ne abbia diritto. È da due mesi che Clizia Passeggiato si trova in questa situazione: senza la possibilità di ottenere un certificato medico, una ricetta per i farmaci di cui ha bisogno, o una prescrizione per svolgere esami o visite specialistiche. Senza alcun riferimento sanitario sul territorio, è costretta a passare dal costoso sistema privato per ogni necessità di salute. E tutto questo perché è una lavoratrice frontaliera. Passeggiato, infatti, ha la residenza a Lecco, ma lavora in Svizzera, nel Ticino. Tutti i giorni, provvista di permesso G – l’autorizzazione di lavoro per frontalieri rilasciata da Berna che permette ai cittadini di paesi Ue/Aels di lavorare in Svizzera pur mantenendo la residenza in un paese limitrofo – attraversa il confine due volte. Al mattino per andare in ufficio e in serata per tornare a casa dalla sua famiglia. È a pieno titolo una contribuente italiana e quindi avrebbe diritto all’assistenza sanitaria del Ssn, come qualsiasi lavoratore. Ma non per l’Asst di Lecco né per la Regione Lombardia, che continuano a negarle questa possibilità.