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Il presidente Usa: "Da quel che vedo quei bimbi hanno davvero fame". In Israele cresce il malcontento contro Bibi: "Un regime genocida"

Netanyahu nega, Trump lo smentisce, pur rimanendo al fianco di Israele. Il primo si difende dalla valanga di accuse sul disastro umanitario nella Striscia: "Non c'è alcuna politica della fame a Gaza e non c'è fame a Gaza", dice il primo ministro israeliano da Gerusalemme. Il secondo non vuole ignorare il dramma che è sotto gli occhi del mondo e si dice "non particolarmente d'accordo" con Bibi: "Da quello che vedo in tv, quei bambini sembrano veramente affamati. C'è una fame vera", commenta dalla Scozia il presidente americano. Che ammette: "Possiamo salvare molte persone". Fino all'annuncio: "Metteremo in piedi dei centri alimentari dove la gente potrà entrare liberamente, senza limiti. Non ci saranno recinzioni".

Il capo della Casa Bianca non fornisce dettagli sugli organismi a cui sarà affidata la gestione dei centri né quando verranno aperti, ma la conclusione è che Washington "non può permettere che si muoia di fame a Gaza" e l'impressione è che il leader statunitense abbia ormai consapevolezza che i centri di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation - di fatto militarizzati e intorno ai quali sono morti altri 23 palestinesi ieri, oltre mille in due mesi - siano stati un flop.