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Il pr indagato la coinvolge: "Voleva inviarli a Corona, io ho fatto solo da tramite". Aperto un fascicolo per tentata estorsione, il caso potrebbe allargarsi.

"Ho inviato tutto io a Corona, Martina mi aveva mandato il materiale pochi secondi prima sul mio telefono e poi mi aveva dato il consenso di inoltrargliele". Il pr milanese Federico Monzino ammette in un’intervista a Repubblica.it quello che ieri smentiva sdegnato: avere reso pubblico lo scambio di chat e audio fra la modella Martina Ceretti e Raoul Bova, un lungo corteggiamento fatto di centinaia di messaggi coronato da una presunta notte d’amore in un hotel di lusso. L’idea, spiega, era di fare diventare famosa l‘amica: "Cosa che lei desiderava. Io ho fatto solo da tramite. Il materiale non è stato rubato, ma condiviso volontariamente".

Lei è stata ascoltata in Procura e ha spiegato di avere fatto tutto in buona fede, senza secondi fini. E comunque l’ex fotografo dei vip ha subito sparato il gossip dell’estate su Falsissimo. Monzino continua a negare di avere ricattato l’attore (cosa su cui i pm non sono convinti): "Non so chi sia l’autore del messaggio anonimo a Bova, giuro".