Le mani che un tempo lanciavano un pallone ovale hanno imbracciato un fucile per seminare la morte in nome di un distorto senso di giustizia. L’ultima strage americana non è avvenuta in una comunità rurale ma al 345 di Park Avenue, nel cuore di Manhattan. Quattro persone uccise, tra cui un poliziotto, una quinta è in condizioni gravi. Quattro i feriti lievi. Il killer si è suicidato. In una lettera di tre pagine, trovata nel suo portafogli, aveva scritto alla Nfl, la lega di football: «Per favore, studiate il mio cervello per il Cte. Mi dispiace. La lega ha consapevolmente nascosto i pericoli per i nostri cervelli per massimizzare i profitti. Ci hanno traditi». Cte è l’acronimo di Chronic Traumatic Encphalopathy, malattia degenerativa cerebrale legata a traumi ripetuti, molto diffusa tra i giocatori di football americano. Ieri Trump ha parlato di «violenza insensato». Il resto è il copione di sempre: pensieri, preghiere, ma nessuna legge per fermare l’epidemia di violenza.
Shane Tamura, 27 anni, ex giocatore di football al liceo, nonostante una lunga storia di problemi mentali aveva ottenuto il porto d’armi. A bordo di una Bmw nera e dai vetri scuri, con pistola, fucile e munizioni, ha percorso 4mila km e raggiunto New York da Las Vegas. Lunedì, intorno alle 18,30, ha lasciato l’auto a Park Avenue, è uscito impugnando un fucile tipo Ar-15, di quelli usati in molte stragi, e si è diretto verso il grattacielo sede di società finanziarie e della Nfl. In un’immagine si vede lui camminare armato, con calma, e sullo sfondo persone che parlano. Una volta nella lobby, dove circa trenta persone stavano uscendo, Tamura ha abbattuto Didarul Islam, 36 anni, poliziotto originario del Bangladesh che lavorava fuori servizio alla security dell’edificio. Aveva due figli, il terzo nascerà tra un mese. Il killer ha poi ucciso Wesley LePatner, top manager della finanziaria Blackstone, che si era nascosta dietro una colonna, e l’addetto alla security Aland Etienne. Il killer si è poi diretto verso l’ascensore: quando le porte si sono aperte, si è trovato di fronte una donna, ma l’ha lasciata andare. Secondo gli investigatori, Tamura voleva raggiungere gli uffici della Nfl, tra il 5° e l’8° piano, ma ha preso l’ascensore sbagliato ed è finito al 33°, dove si trova la Rudin Properties, proprietaria del grattacielo. In questa tragica roulette ha pagato il conto Julia Hyman, 27 anni, dipendente della società, uccisa lungo il corridoio. Mentre decine di impiegati erano nascosti sotto i tavoli, Tamura si è sparato al petto.











