Giubbotto antiproiettile, occhiali scuri e un fucile M4. Così le telecamera ha immortalato Shane Devon Tamura, 27 anni, che dopo aver parcheggiato la sua Bmw nera poco distante dal 325 di Park Avenue si incammina verso l’atrio del grattacielo di 44 piani nel cuore di Midtown che ospita colossi globali come il fondo Blackstone e la società di consulenza KPMG oltre agli uffici della lega di Football. Tamura entra nel palazzo, affronta una guardia e lo uccide sparandogli alla schiena. Spara ancora nell’atrio a una persona nascosta dietro la scrivania. Poi si dirige verso gli ascensori. Sale al 33esimo piano, dove si trovano gli uffici della società di gestione immobiliare Rudin Management e lì completa la sua strage: spara nei corridoi e poi si toglie la vita con un colpo al petto.

Il capo della polizia di New York, Jessica Tisch, ha detto che Tamura aveva una «documentata storia di problemi di salute mentale». La polizia ha trovato nella sua auto altre munizioni, un revolver, uno zaino e dei farmaci: non è ancora chiaro perché abbia scelto il 33esimo piano e se avesse un qualche legame con l’azienda o con le persone uccise.

«Le sue motivazioni sono ancora oggetto di indagine» continua Tisch. Secondo le indagini Tamura, residente a Las Vegas, ha attraversato il Colorado il 26 luglio, poi il Nebraska e l’Iowa il 27 luglio e infine è arrivato a Columbia, nel New Jersey, non più tardi delle 16.24 di lunedì, per poi entrare a New York City poco dopo.