È un’opera di Benjamin Britten, un gioiello del 1970, eppure – sembra incredibile – la si ascolta ora per la prima volta in Italia. Owen Wingrave è la «novità» proposta dal Festival della Valle d’Itria, impaginato dalla compositrice Silvia Colasanti. È in scena fino a domenica 3 agosto a Martina Franca, per la regia di Andrea De Rosa, con Daniel Cohen sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e delle Voci Bianche della Fondazione Paolo Grassi. Non una riscoperta destinata ripiombare nell’oblio, ma un testo potente, che interseca la nostra attualità; e meriterebbe di riguadagnare il repertorio. Insieme tragedia umana e manifesto antimilitarista-pacifista, non privo di sfumature autobiografiche (Britten fu obiettore di coscienza), è un’ode alla libertà di scelta contro ogni coercizione. Narra di un giovane che si ribella alla tradizione militare della propria fiera dinastia, affrontando, come in una Passione, dileggio e violenze, fino a una morte misteriosa.