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Ultimo aggiornamento: 16:22 del 16 Luglio
Apprendo con notevole rammarico la decisione della Regione Sicilia di non finanziare un film che racconti la breve vita di un poliziotto siciliano: Lillo Zucchetto. Vedo in questo diniego una Sicilia, che chiude gli occhi, che impedisce di conoscere il passato di un ragazzo siciliano. Il film al quale è stato negato il finanziamento non racconta episodi astratti o romanzati, ma la storia di chi col proprio sangue scrisse la pagina d’oro della lotta alla mafia. Il poliziotto Lillo Zucchetto nacque a Sutera e donò la propria vita per questo Paese: come spiegherò in questo post, poteva girarsi dall’altra parte e non lo fece.
Lillo Zucchetto è stato un poliziotto della Squadra Mobile di Ninni Cassarà. Chi scrive porta nel cuore la colpa di ritenersi responsabile della morte di Lillo. Accadde che nel finire del mese di agosto 1982, Lillo seppe da me che l’amico intimo di Totò Riina e capofamiglia di Villabate, Salvatore Montalto, si nascondeva in una villetta situata nell’agro delle Balate/Croceverde Giardina (Ciaculli). Ninni Cassarà mi volle nella sua squadra e Lillo, insistette nel voler lasciare la sua, per far parte della mia pattuglia. Così fu costituita la pattuglia con Lillo e Francesco “Ciccio” Belcamino.






