Ha fatto in poche ore il giro del mondo il video girato dalla signora Jiang nella sua casa a Qingdao, nell’est della provincia dello Shandong, in Cina: rientrando a casa dopo un'assenza di circa 48 ore, la donna era rimasta sorpresa nel sentire un così intenso pigolare provenire dalla cucina. Entrando nella stanza, la scoperta: dalle novanta uova che aveva comprato pochi giorni prima erano nati una quarantina di pulcini, e altrettante erano in procinto di schiudersi. Un evento singolare, ma non così raro e inspiegabile in alcune zone del Sud-Est asiatico, dove le «huó zhūzi», ossia uova di gallina fecondate, sono una specialità della cucina locale.
Le «huó zhūzi», uova già fecondate: una specialità asiatica
Molto simili al «balut» filippino, piatto tipico a base di uova d’anatra o gallina fecondate, le «huó zhūzi» (in italiano «perle vive») in Cina sono tutt’altro che una rarità, reperibili da contadini locali o nei supermercati. Si tratta di uova di gallina che, dopo la fecondazione, vengono incubate per 11-14 giorni prima di essere messe in vendita. Un lasso temporale che permette all’embrione di svilupparsi, ma solo parzialmente. Per questo motivo non è del tutto scorretto considerare queste uova «vive». Consumate previa bollitura, o più semplicemente cotte al vapore, una volta condite con spezie e zenzero, le «huó zhūzi» sono molto apprezzate in Asia non solo per sapore e consistenza, ma anche per il loro ricco apporto nutrizionale.






