Sfogliando distrattamente le pagine pubblicitarie del numero di agosto di Vogue, edizione americana, non è semplice notare qualcosa di strano. C'è una modella bionda, fisico slanciato, capelli vaporosi biondi e mascella scolpita. Indossa un abito a righe e un prendisole floreale per una campagna pubblicitaria del marchio Guess. Un occhio attento però può notare una minuscola didascalia in un angolo della pagina, strategicamente nascosta, per di più, nella piega della rivista: «Produced by Seraphinne Vallora on AI», si legge. La modella non è un essere umano: è un'immagine generata dall'intelligenza artificiale. Di «AI Model» abbiamo scritto più volte in passato. Alcune sono diventate delle presenze molto seguite sui social e generano ritorni economici interessanti per chi le ha create e ne gestisce l'immagine (virtuale). Ma la prima uscita pubblica di una modella virtuale sulla «bibbia della moda» sembra segnare un punto di svolta e, come comprensibile, ha scatenato un acceso dibattito online.