Sette chilometri, sette chilometri per creare una tragedia, una delle peggiori catastrofi stradali degli ultimi tempi. Un uomo di 81 anni, Egidio Magenta Ceriani, si era accorto di aver sbagliato casello della Torino-Milano, uscendo erroneamente ad Arluno. Quindi ha fatto inversione ed è ritornato sull’autostrada, percorrendo quei dannati 7 chilometri contromano sulla corsia di sorpasso. Una follia. Le prime auto sono riuscite a schivare la Peugeot 207, ma poi la station wagon di Ceriani si è schiantata frontalmente con un’altra Peugeot, la 3008, sulla quale viaggiavano quattro persone di Novara. Per l’81enne non c’è stato scampo, è morto sul colpo. E ha causato la morte di Amodio Giurni, 38 anni, Mario Paglino di 52 e Gianni Grossi, 48. L’unica a sopravvivere è la 37enne Silvia Moramarco, la moglie di Giurni. Trasportata subito in codice rosso con l’elicottero all’ospedale Niguarda di Milano.
Prima di essere intubata e medicata per un trauma al torace, fratture ad una gamba e ad un braccio, la donna avrebbe detto con voce flebile: “Salvate mio marito”. I medici l’hanno operata e l’hanno poi trasferita in terapia intensiva. È bastato un attimo, alle 11:08 di ieri mattina, per creare il dramma nel tratto di A4 tra Novara Est e Marcallo Mesero, confine tra Lombardia e Piemonte. Una signora, presente in una delle auto in transito in quel momento, ha scritto su Facebook: “Io e mio marito eravamo sulla rampa di uscita del casello di Arluno e quel tizio è sbucato contromano dalla curva. Siamo vivi per un soffio: mio marito ha sterzato non so come, un miracolo”.










