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Hamas ha solo un modo di far entrare il cibo: se ne impossessa e lo usa come strumento di potere nella Striscia
La storia, cui assistiamo in queste ore, vede sette invii di cibo piovere dal cielo mentre centinaia di camion carichi dei medesimi beni umanitari aspettano al confine: la divisione in zone non ha funzionato; la distribuzione tramite la Gaza Humanitarian Foundation è fallita; l'Onu non si è messa a disposizione e tantomeno l'Unrwa. Anzi hanno impedito che fosse introdotto quello che c'era per paura delle intimidazioni di Hamas. Perché Hamas ha solo un modo di far entrare il cibo: se ne impossessa e lo usa come strumento di potere nella Striscia. È l'arma che gli consente di restare al potere.
Ieri Israele ha fatto sapere che ci sarà un cambiamento di strategia. Quale sia è ancora da vedere. Per Trump è chiaro che ci vorrebbe una stretta su Hamas che rifiuta la trattativa. Ma Israele ha un bene da salvaguardare, un bene che le costa caro forse ora più che mai. Hamas l'ha detto chiaramente: può ammazzare i rapiti in ogni istante. Quando l'ennesimo rifiuto ha irritato Trump e Israele ha ritirato la delegazione, i caporioni rimasti nei loro lussuosi hotel a Doha e i leader locali, fotografati mentre mangiano lautamente nelle gallerie, si sono dichiarati stupefatti: ma come, hanno detto, eravamo pronti a proseguire gli incontri a patto che l'accordo ci consegni tutta la Striscia e, se non funziona, abbiamo dato ordine di uccidere i rapiti.






