Da assistenti con cui parlare a sistemi autonomi in grado di decidere per noi, in azienda, interagendo con strumenti, dati, altri agenti. Oltre che con noi stessi ovviamente, anche se in questa evoluzione c’è da chiedersi se presto questi sistemi non storceranno il naso a fari i conti con noi povere creature in carne e ossa. Umani “razza antica”, destinata a estinguersi, direbbe il celebre regista Sergio Leone (C’era una volta il west).
Chissà: per ora il trend è chiaro, si va verso piattaforme per gestire AI autonome o semi autonome. “Agenti”, come si chiamano: termine usato da decenni nel settore, ma ora, grazie alle tecnologie di AI “generative”, diventato realtà comune o quasi.
Quello che fino a pochi mesi fa era solo il regno incontrastato dei chatbot che ci parlano e ci consigliano, si sta popolando sempre più di sistemi che possono anche decidere per noi. Per le aziende le implicazioni sono interessanti. McKinsey stima che gli agenti generativi potrebbero portare dai 2,6 ai 4,4 mila miliardi di dollari di valore aggiunto all’anno nel mondo.
L’ultimo passo evolutivo l’ha fatto a giugno Salesforce con Agentforce 3, una piattaforma pensata per portare l’intelligenza artificiale generativa dentro i processi aziendali in modo sicuro, scalabile e misurabile. Un approccio completo, end to end.






