Una corsa solitaria della Lega in Veneto? Difficile ma non impossibile. Il precedente c’è. Lontano, certo, e calato in un’altra stagione politica. Ma chi ha una conoscenza del territorio che va al di là delle dispute contingenti rilancia una situazione che potrebbe clamorosamente ripetersi nei prossimi mesi. Corsi e ricorsi storici. Correva l’anno 2002 quando Luca Zaia, allora il più giovane presidente di Provincia d’Italia (eletto a meno di 30 anni), si ricandidò nella sua Treviso in solitaria con la Lega contro gli altri partiti del centrodestra (Forza Italia, Alleanza nazionale e Udc, il cui candidato non arrivò nemmeno al ballottaggio). Le ragioni di Silvio Berlusconi e di tutta la coalizione moderata, che in quegli anni governava il Paese, dovettero essere messe in secondo piano per la ferrea volontà di quell’amministratore emergente determinato a far prevalere la continuità del lavoro iniziato sulle logiche dell’alleanza. Allora fondamentale fu Umberto Bossi, maestro nell’esercitare il ruolo di governo (ministro per le Riforme) ma anche di lotta per difendere le ragioni del suo partito. Anche a costo di una rottura (che non ebbe ricadute).
Regionali, in Veneto i fedelissimi di Zaia insistono per la corsa solitaria: «Nel 2002 vinse senza centrodestra»
La Lega correrà da sola in Veneto? Il richiamo al 2002 quando a Treviso Zaia vinse il voto per la provincia senza gli altri partiti della coalizione








