MIRANO - Bande di ladri in casa all'opera in tutto il Miranese. Da Santa Maria di Sala a Noale, da Mirano a Spinea. Nel mirino, la scorsa notte, è finita in particolare l'area di via Luneo. E c'è chi si è ritrovato faccia a faccia con i ladri: Giacomo Zaratin è riuscito a metterli in fuga mentre stavano tentando di scassinare una finestra.

«Sono ancora sotto choc - racconta il giovane - Era circa l'1.30 di notte ed avevo appena spento la luce per andare a dormire quando ho visto una torcia elettrica puntare proprio dentro casa nostra. Al momento non ho realizzato ma ho visto bene un uomo molto alto, magro e con il viso coperto che stava a pochi centimetri da me per perlustrare la sirena dell'antifurto e la finestra che molto probabilmente avrebbe scassinato da li a poco per entrare in casa. Io ero al buio e quindi non riusciva a vedermi, mentre io invece sì. Ho visto che aveva una felpa, un giubbotto senza maniche blu, un cappello ed il volto coperto da una specie di sciarpa. Sulla mano sinistra teneva la torcia e sulla destra un oggetto che non ho ben identificato ma luccicava, poteva essere un cacciavite o peggio un coltello». In quel momento a Giacomo è venuta in mente solo una cosa: «Ho iniziato a battere forte sul vetro che per fortuna è anti sfondamento. Credo che a quel punto si sia spaventato perché l'ho visto saltare e fuggire via a gambe levato, poi ho svegliato anche mio padre». Il papà di Giacomo, Massimo, è uno dei fondatori del gruppo "Area Nord - Mirano". «Questa zona è spesso preda dei ladri - commenta - Lasciamo quei buchi belli in vista sulla finestra, frutto di un furto di anni fa (sempre con noi presenti in casa) con la speranza che capiscano che ormai ci siamo organizzati. Abbiamo una chat di controllo di vicinato in cui si segnalano puntualmente questi fatti, per poi avvertire immediatamente le forze dell'ordine». Un dubbio però rimane: quell'uomo era un ladro o una "civetta"? Il suo compito era perlustrare la zona alla ricerca di obiettivi facili o puntava a un'incursione solitaria? «Quello che più preoccupa - aggiunge Massimo - è che cosa stringesse nella mano: era un cacciavite o un coltello? Che intenzioni aveva?» Dell'episodio, specificano gli Zaratin, sono subito stati informati i carabinieri.