Il dibattito politico sulla separazione delle carriere ha riproposto l'antico quesito sull'opportunità o meno di cambiare idea dopo che l'Associazione Magistrati ha ricordato al Guardasigilli Carlo Nordio che anche lui, molti anni fa, era contrario al provvedimento che ora lo vede tra i principali sostenitori. In questo articolo, redatto nel marzo 2017 per le pagine culturali de Il Messaggero, proprio Carlo Nordio rivendicava il diritto di poter cambiare idea ed elencava una serie di precedenti illustri. Ve lo riproponiamo come contributo al dibattito in corso.

Una delle caratteristiche del nostro Parlamento è il cosiddetto cambio di casacca di molti dei suoi componenti. In effetti, nell’arco di una legislatura, una buona percentuale di deputati e senatori emigrano da un partito, o da un gruppo a un altro. La giustificazione che ne danno gli autori si fonda, generalmente, su un detto di origine incerta: che soltanto i morti e gli stupidi non cambiano idea. Come tutti gli aforismi è in parte vero e in parte no: persone intelligentissime hanno mantenuto per tutta la vita le stesse opinioni. Altrettanti filosofi, scienziati, religiosi, hanno invece sconfessato il proprio credo, magari mutandolo più volte nel corso degli anni. Al di là delle battute derivate dalla convenienza politica, questo fenomeno ci deve ispirare alcune considerazioni. Ma prima di esporle, vediamo due esempi illustri: Albert Einstein e Julius R. (Oppie) Oppenheimer.