Un evento «fisiologico» per un’esercitazione militare, nel senso che viene messo in conto che possa accadere, in sicurezza, nei lanci da poligono. Da ambienti vicini alla Difesa si smorzano le polemiche sull’incidente di fine maggio davanti alle coste sarde di Arbatax, fra Tertenia e Villaputzu: un missile Aster 30 pieno di esplosivo caduto in mare, a circa dieci miglia dalle spiagge e dalle scogliere dell’Ogliastra, durante un test, dopo essere stato lanciato da terra contro un bersaglio aereo. La notizia, divulgata a inizio giugno sulla pagina Facebook del Comune di Tortolì, quindi dall’Unione Sarda e rilanciata nei giorni scorsi, aveva creato preoccupazione soprattutto fra gli abitanti del territorio dopo che il 3 giugno l’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax aveva emesso un avviso di pericolosità, con il divieto di avvicinarsi a meno di 150 metri dal presunto punto in cui si era inabissato il missile, bianco e lungo poco più di quattro metri, prodotto dal consorzio Eurosam e del valore di circa 2 milioni di euro.
Il caso del missile «perso» in Sardegna, al via dopo Ferragosto la missione per recuperarlo. O farlo esplodere a 602 metri di profondità
L'ordigno era stato lanciato a fine maggio durante un'esercitazione vicino ad Arbatax per intercettare un velivolo nemico, ma aveva mancato il bersaglio finendo in mare. La preoccupazione dei residenti e le misure di sicurezza






