Viaggiano low cost, «mordi e fuggi», arrivano in treno o dai campeggi del litorale e al massimo si concedono, prima di varcare le bocche di piazza, un trancio di pizza o un gelato consumati rigorosamente in piedi o seduti tra i monumenti di San Marco. Anche se più spesso si rifocillano lungo la strada, in uno dei tanti supermercati aperti tra stazione, piazzale Roma, Rialto e San Marco. E se acquistano un souvenir, di sovente è «made in China», cheap come si dice oggi, di certo nulla del pregiato artigianato locale. Dopo le crociate contro i turisti cafoni — quelli dei pic-nic, dei tuffi in canale, delle mise da spiaggia nel salotto buono di Venezia — quest’estate, segnata a giugno dalle proteste per il matrimonio vip del patron di Amazon Jeff Bezos si è aperta una nuova frontiera della battaglia anti-overtourism con nel mirino i visitatori che non spendono nulla e godono delle bellezze di piazza San Marco senza portare alcun ritorno economico.
Venezia, troppi turisti e «poveri»: la città studia ticket d'accesso differenziati. Più gente c'è, più si paga
Dopo le parole del presidente dei commercianti di Piazza San Marco («Siamo invasi da turisti poveri») pioggia di reazioni. Molte critiche: «La città deve essere per tutti». L'assessore al turismo lancia l'idea di un ticket d'accesso modulabile










