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Offerta dell'amministrazione alla complice di Epstein. E i sospetti: sarebbe stata lei a far uscire la lettera di Donald al finanziere pedofilo
Chi l'avrebbe detto che a mettere in difficoltà Donald Trump sarebbero stati i segreti di un morto? Sta facendo di tutto il presidente degli Stati Uniti per allontanare da sé lo spettro di una vecchia relazione pericolosa con il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019. Peccato che le sue ultime dichiarazioni, a proposito di una "lista dei clienti di Epstein che non esiste", e la volontà di archiviare improvvisamente un caso "noioso", abbiano infastidito non poco la base Maga, anche perché era stato il presidente, in campagna elettorale, a mostrare la volontà di diffondere i documenti sul caso. L'uscita a sorpresa di quella vecchia cartolina d'auguri di Trump a Epstein e altri video e foto che provano un legame tra i due non ha aiutato.
Ma il colpo di scena si sta consumando in queste ore e riguarda i due colloqui tra il vice procuratore generale Todd Blanche e Ghislaine Maxwell, la socialité britannica, amica del Principe Andrea, che con Epstein ha condiviso decenni di abusi di minori, l'unica che sta scontando 20 anni in un carcere di sicurezza americano. Maxwell, convinta di un arresto ingiusto, aveva più volte fatto capire di essere disposta a parlare, tanto che il Congresso l'ha convocata per l'11 agosto. "Ho il potere di concederle una grazia, ma non è il momento" ha dichiarato Trump due giorni fa, prima di partire per la Scozia. Dodici ore dopo, il New York Times ha riportato la notizia che a Maxwell, prima dei due colloqui, è stata offerta una forma di immunità limitata che si concede ai soggetti per indurli a cooperare senza il rischio di autoincriminarsi durante la testimonianza, a patto che dicano la verità. I legali di Maxwell hanno dichiarato che la donna ha fatto 100 nomi, che si è parlato di grazia, ma che lei non ha chiesto nulla al momento.







