In un angolo periferico della Francia con poca prospettiva per il futuro, dove la disoccupazione passa di padre in figlio, quattro ragazzi - Lilou, Samantha, Bastien e Farouk – non vengono ammessi al triennio della scuola superiore. Le loro sono storie di marginalità: la società che li rifiuta, li paralizza con la paura di non essere all’altezza. Fino a quando arriva la professoressa Agathe Fortin che, invece del solito corso di recupero, li spiazza invitandoli a prepararsi per una gara di retorica. La sua presenza scuote la routine scolastica e personale dei ragazzi: con metodi non convenzionali, li stimola a scoprirsi, a esprimere le proprie storie, i desideri, le aspettative. Avere le parole significa avere il potere e questa è la lezione più importante che imparano.