Angelo Mastrolia, classe 1964, salernitano di Campagna, nella Piana del Sele, è senza dubbio l’imprenditore emergente nel settore alimentare. Non soltanto italiano. Il gruppo che guida, la NewPrinces, negli ultimi dodici mesi di calendario ha fatto un balzo di fatturato impressionante: da 750 milioni a 6,9 miliardi. Il colpo più grosso è senza dubbio quello dell’altroieri che l’ha condotto a rilevare Carrefour Italia, una delle maggiori reti della grande distribuzione nel nostro Paese con mille e cento punti vendita e un fatturato 2024 di 3,7 miliardi.

Nonostante la vastità del suo impero imprenditoriale, forte di oltre 30 marchi e con stabilimenti in Gran Bretagna, Germania, Olanda, Francia, Polonia e Mauritius oltre che in Italia - è l’antipersonaggio. Riservato, per niente avvezzo alla frequentazione dei salotti che contano, Mastrolia vive in Svizzera, a Paradiso, piccolo comune del Canton Ticino, che si affaccia sul Lago di Lugano, sulla sponda opposta rispetto a Campione d’Italia. Il suo stile manageriale si basa sulla riservatezza assoluta. «Ho una Ferrari ma non la uso», ha confessato in una recente intervista. Niente clamore. Nessuna concessione alla notorietà. Le foto che lo ritraggono si contano in tutto sulle dita di una mano. L’importante non sono i proclami ma i fatti che l’hanno condotto a costruire nel corso degli ultimi vent’anni il secondo gruppo alimentare italiano dopo la Ferrero. E il primo con una storica integrazione verticale fra produzione e canali di vendita. Roba da mandare in tilt anche i luminari indiscussi delle teorie organizzative e del marketing.