“È altamente possibile che la seconda stagione di M. non ci sia. Non è affatto certo che verrà realizzata”. Il lamento non arriva dal provato Luca Marinelli trasformatosi in Mussolini. E nemmeno da Joe Wright, il regista della serie andata in onda su Sky, dopo un’altisonante anteprima al Festival di Venezia 2024. Bensì da Antonio Scurati, l’autore del romanzo M. il figlio del secolo (Bompiani) – da cui la serie è tratta – e che nel frattempo nella sua saga sul potere fascista e sulla figura mussoliniana è arrivato al quinto gorgogliante, epatico, urgente capitolo. Ed è dal Giffoni Film Festival che lo scrittore ha esternato la sua sorprendente costernazione: “È abbastanza incredibile che una serie di questa bellezza, di questa potenza, non abbia ancora una seconda stagione”. “Al netto di qualsiasi polemica politica o ideologica, l’accoglienza critica all’estero, anche in paesi esigenti come il Regno Unito, grida al capolavoro”. Scurati è anche entrato, come di consueto, in dettagli storici spesso enfatici e truculenti: “Uno degli allievi di Benedetto Croce durante un comizio di Benito Mussolini gli chiese: ‘Maestro ma non la sente la brutalità, la violenza che questa gente porta con sé?’. E Croce che era un uomo coltissimo, gli rispose in dialetto una cosa del genere: ‘Guagliò, è politica, è teatro, questi sono solo un po’ più teatrali degli altri. E stava parlando di Benito Mussolini alla vigilia della Marcia su Roma e della conquista del potere che avrebbe azzerato tutte le libertà democratiche in Italia”.
Scurati: "Ho paura di uscire di casa, incredibile niente seconda stagione di M"
Lo scrittore rivela di ricevere lettere minatorie e si dice sorpreso che la serie su Mussolini non abbia un seguito






