Premiati per il loro coraggio e il loro esempio: i tassisti Vittorio Pantaleo e Nicola Andrisani sono stati accolti e ringraziati pubblicamente questa mattina, sabato 26 luglio, a Palazzo di Città. I due sono intervenuti bloccando l’aggressore che lo scorso giovedì ha colpito con una bottiglia un agente di polizia, ferendolo alla testa, per poi darsi alla fuga. Grazie all’intervento dei due tassisti, però, l’uomo è stato individuato e bloccano, consentendo ai colleghi del poliziotto ferito di arrestare l'aggressore.

Come omaggio per l’intervento l’assessore allo Sviluppo locale, Pietro Petruzzelli, ha donato loro una maglietta con i simboli di Bari: “Volevamo dimostrare a tutti i cittadini - ha detto - che c’è la possibilità di dare il buon esempio, di fare come hanno fatto Nicola e Vittorio, dimostrando un grande senso civico”. L’amministrazione comunale ha scelto di regalare le magliette con il simbolo turistico della città visto che “i tassisti sono il biglietto da visita di Bari - ha aggiunto Petruzzelli - Oltre a ringraziare pubblicamente loro, ringrazio anche tutti i tassisti a far bene e sempre meglio il loro lavoro”.

Pantaleo e Andrisani raccontano di essere intervenuti per “istinto”. “È stato naturale, ma a volte capita che la gente rimanga ferma a guardare senza intervenire. Questo deve essere un esempio a prendere una posizione - dice Andrisani, 41 anni e tassista da 22 - non abbiamo pensato alle conseguenze. L’uomo era armato, ma ho solo sentito una richiesta di aiuto e sono subito intervenuto. Nell’impatto ho subito anche un piccolo infortunio alla mano, ma lo rifarei altre mille volte”. A lui fa eco Pantaleo, 39 anni e tassista da 11: “Non è stato facile - dice - un nostro collega è stato aggredito da poco, subendo un accoltellamento. Abbiamo rischiato non sapendo quale fosse la situazione. I poliziotti poi ci hanno ringraziato, abbracciati e ci hanno detto di aver contribuito concretamente a un arresto”. “Non ci sentiamo eroi - aggiungono - lo abbiamo fatto anche per ringraziare le forze dell’ordine, che ogni giorno rischiano la vita per noi”.