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Pesaro, 25 luglio 2025 – “Non parlo”. Matteo Ricci è arrivato alla sua cena elettorale dribblando la cortina di giornalisti pronti a fare domande sull’avviso di garanzia, sugli equilibri con gli alleati in coalizione e volendo sulla sua volontà di continuare la corsa per conquistare la Regione Marche. “Parlo dopo” ha detto mentre anche i cameraman e gli inviati delle testate nazionali hanno preso, letteralmente, ad inseguirlo in codazzo tra i tavoli disposti a forma di “Marche”.

Troupe televisive da Roma e Milano - presenti Tg1, Tg3 e Mediaset - hanno aspettato ore il suo arrivo, ma quando ciò è accaduto, l’europarlamentare ha glissato l’invito dei microfoni, godendosi gli applausi dei circa 2000 presenti a Baia Flaminia, di cui 1200 i prenotati alla cena, pompato sul riff di chitarra di “Seven nation army”, una metafora della lotta personale.

Salito sul palco ha detto: “Non ho preso un soldo per me. Adesso si va avanti senza paura, ma siamo sotto attacco. Tutti siamo sotto attacco di uno squadrismo mediatico. Da quando è arrivato a coordinare la campagna elettorale della destra, Italo Bocchino, loro hanno avvelenato i pozzi. Ma non hanno capito di che pasta siamo fatti: più butteranno fango e più risponderemo con il sorriso di chi sa illuminare le Marche”.